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Terme di Saturnia


TERME DÌ SATURNIA

Cascate del Mulino, Saturnia, Maremma (Toscana...

Cascate del Mulino, Saturnia, Maremma (Toscana, Italia) (Photo credit: Wikipedia)

La disgregazione dell’Impero e lo spopolamento delle città determinano un progressivo abbandono degli impianti termali; l’acqua, prima disponibile in quantità abbondante, scarseggia per il deterioramento o la distruzione degli acquedotti, ma le pratiche igieniche e salutari vengono accantonate anche per effetto di quel forte richiamo alla spiritualità dei primi secoli del cristianesimo che respinge come peccaminoso il principio della cura del corpo.

Dopo il Mille, saranno i Crociati a introdurre gradualmente nell’Occidente i rituali ‘passivi’ del bagno all’orientale: nel cosiddetto hammam (bagno turco), in un ambiente confortevole e raffinato, nella penombra ottenuta attraverso una sapiente schermatura della luce diurna o con fioche lanterne, domina il principio del riposo in un perfetto isolamento dal mondo esterno.
Nella consuetudine dei massaggi e di altre tecniche di rilassamento non vi è alcun ricordo dell’intensa attività fisica praticata nelle terme romane.

Non si perde però completamente la memoria di quei luoghi le cui acque manifestano proprietà particolari che hanno fama di curare affezioni morbose: non si tratta più di una frequentazione quotidiana e di massa per lo svago del corpo, ma di uno sfruttamento cosciente che promuoverà il rito della ‘villeggiatura’ sotto il segno di una duratura alleanza tra aspetti ricreativi e usi terapeutici.
La permanenza viene rallegrata dalle distrazioni più o meno innocenti del gioco, dall’animazione di mercati e taverne e da una disinvolta promiscuità tra i sessi, a dispetto delle ordinanze.

Il declino delle città termali procede di pari passo con la graduale sostituzione della clientela originaria con un’utenza di ammalati e di anziani spesso intenzionati a risiedervi trasferendosi dai luoghi di origine.
Risale al primo dopoguerra (r.d. 29 luglio 1927, nr. 1443) la disciplina che regola in Italia lo sfruttamento di acque minerali e termali, riconosciute parte del patrimonio indisponibile dello Stato (oggi delle Regioni) perché sostanze del sottosuolo. La ricerca e la ‘coltivazione’ delle acque sono subordinate a una concessione soggetta a canone annuale, dietro dimostrazione dell’idoneità tecnica ed economica del richiedente.

La legge di Riforma sanitaria (l. 23 dicembre 1978, nr. 833) ha fornito un forte impulso nel riconoscere il diritto alle ‘prestazioni curative, preventive e riabilitative’ che vi si praticano, offre un insieme di storia e natura, agriturismo e manifestazioni culturali, congressi e seminari scientifici, a corredo di programmi antistress e cure disintossicanti. Del resto, le norme che tutelano sorgenti e bacini idrotermali, come pure gli orientamenti protettivi nei riguardi dell’inquinamento atmosferico e di quello acustico, e anche delle densità edilizie, hanno integrato un sapiente uso del verde come materiale progettuale, contribuendo a preservare l’immagine delite e centro di mete turistiche, immagine che ne costituisce probabilmente il principale motivo di fascino.

Marinalogica

http://www.ilpoggioditeo.it

Categorie:Comunicati Stampa
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